Verifica Messa a terra Firenze Pistoia Toscana - Verifica Impianti Messa a terra Firenze Pistoia Toscana
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Verifica Messa a terra

Verifica Messa a terra


Decreti nazionali impongono al datore di lavoro di sottoporre a verifiche periodiche gli impianti di messa a terra, gli impianti elettrici installati in zone con pericolo di esplosione e gli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche in tutte quelle attività che nel loro normale svolgimento richiedono la presenza di lavoratori.
Il datore di lavoro è tenuto ad effettuare regolari manutenzioni dell'impianto, nonché a far sottoporre lo stesso a verifica periodica ogni cinque anni, ad esclusione di quelli installati in cantieri, in locali adibiti ad uso medico e negli ambienti a maggior rischio in caso di incendio per i quali la periodicità è biennale.
Rientrano nell’obbligo di verifica anche le attività gestite dallo Stato, dalle Regioni, dalle Province, dai Comuni e da altri Enti pubblici, quindi impianti sportivi, illuminazione pubblica, etc.

Con l'entrata in vigore del DPR 462/01 il Ministero dello Sviluppo Economico ha affiancato, nell’esecuzione delle verifiche, all'ASL/ARPA (fino ad allora unici enti autorizzati ad eseguire le ispezioni) Organismi privati e abilitati dal Ministero con lo scopo di migliorare l'efficienza dei controlli.

L’introduzione del DPR 462/01 ha aumentato le responsabilità a carico del datore di lavoro, il quale non può più limitarsi a far effettuare manutenzioni autonome dell’impianto ed a richiedere la verifica agli enti competenti (ISPESL, ASL, ARPA); il datore di lavoro ha infatti l’OBBLIGO di FAR ESEGUIRE tali verifiche servendosi, in alternativa all’ente pubblico, di Organismi come HT Srl. La verifica è importante per tutelare la sicurezza di datori di lavoro e dei relativi dipendenti e per evitare di incorrere nelle sanzioni amministrative e, in caso di incidente, anche penali previste dalle leggi vigenti in materia. Risulta importante effettuare e far effettuare una regolare manutenzione dell’impianto elettrico della propria attività ma occorre tener presente che i controlli di elettricisti, imprese installatrici o liberi professioniste NON possono sostituire la verifiche obbligatorie di legge. SOLO ASL, ARPA, INAIL e ORGANISMI AUTORIZZATI DAL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO possono effettuare i controlli previsti dal DPR 462/01.

HT Srl è un Organismo, abilitato dal Ministero dello Sviluppo Economico (GU n. 255 del 30/10/2010), che si avvale di professionisti con esperienza pluriennale in tale delicatissimo settore che tutela la sicurezza delle persone, sicurezza oggi più che mai fondamentale per la conduzione responsabile di un’ azienda.

HT S.r.l. vi garantisce, inoltre, un rispetto puntuale delle scadenze delle Vostre verifiche periodiche così da sollevarvi da ogni preoccupazione.

Visitate la nostra sezione per la richiesta di un preventivo; potrete così valutare, senza alcun impegno, quanto poco oneroso è tale contributo alla sicurezza
. Per avere informazioni sulle modalità di svolgimento delle verifiche e sulle normative di riferimento consultate le sezioni seguenti e le normative di riferimento.

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OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO - IMPIANTO ELETTRICO
Per essere in regola con la normativa vigente ogni datore di lavoro deve, all’installazione di un nuovo impianto, seguire alcuni fondamentali passi:
  • Far Realizzare il Progetto dell’impianto elettrico (Prima dell'entrata in vigore della legge 46/90 il progetto elettrico non era obbligatorio, è stato l'art. 6 di tale legge che ne ha sancito l'obbligo per certi impianti e il DPR 447 del 91 ne ha stabilito i casi specifici. Il DM 37 del 2008 ha ribadito quanto stabilito dalla legge 46/90 allargando la casistica dei casi in cui è obbligatorio redigere il progetto)
  • Farsi rilasciare da parte dell’installatore o dell’azienda installatrice la documentazione tecnica e soprattutto la dichiarazione di conformità alla regole dell’arte AI SENSI DEL D.M. 37 del 2008 (ex dell’art. 9 della legge 46/90).
    Solo dopo il ricevimento della dichiarazione di conformità (atto che, di fatto fornisce l’omologazione degli impianti) il datore di lavoro può mettere in esercizio l’impianto, cioè iniziare l’attività lavorativa.
    - Scarica il fac-simile di dichiarazione di conformità (1)
    - Scarica il fac-simile di dichiarazione di conformità (2)
  • Il datore di lavoro, entro 30 giorni dalla messa in esercizio dell'impianto, deve inviare il modello di DENUNCIA dell’Impianto debitamente compilato e la dichiarazione di conformità rispettivamente all'INAIL e all'ARPA o ASL competenti per territorio, nel caso di Sportello Unico non operante. Nei comuni singoli o associati ove sia operante lo Sportello Unico per le Attività Produttive ai sensi del DPR 447/98, la suddetta dichiarazione è presentata allo stesso, che provvede all'inoltro ai soggetti di cui sopra territorialmente competenti.
  • Il datore di lavoro è obbligato a far controllare gli impianti ed a curare la manutenzione degli stessi.
  • Il datore di lavoro è tenuto a far sottoporre l’impianto a verifica periodica ogni 2 o 5 anni (a seconda del tipo di ambiente) RIVOLGENDOSI OBBLIGATORIAMENTE all’ente pubblico o ad ORGANISMI AUTORIZZATI DAL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO.
  • I verbali rilasciati dagli organismi verificatori devono essere tenuti a disposizione in caso di controllo da parte degli organi di vigilanza.
  • Il datore di lavoro, in caso di cessazione, modifica sostanziale o trasferimento/spostamento degli impianti, comunica immediatamente la modifica all'ISPESL e all'ASL/ARPA o allo sportello unico. Per le definizioni si rimanda alla definizione fornita dalla normativa in materia (DM 37/2008). In tutti i casi sopraesposti risulta necessario richiedere ad un Organismo Autorizzato o all’ente pubblico l’esecuzione di una verifica straordinaria dell’impianto (art. 7 DPR 462/01).


IN COSA CONSISTE LA VERIFICA

Le verifiche degli impianti di messa a terra, dei dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche e degli impianti collocati in zone con pericolo di esplosione vengono realizzate in accordo con le NORME CEI di buona tecnica di riferimento. I passaggi fondamentali di tali controlli sono:
  • Analisi della documentazione relativa .
  • Esame visivo dei luoghi e dell’impianto.
  • Effettuazione di prove e misurazioni.
  • Redazione verbale di verifica.
    Presentazione da parte del tecnico verificatore dei documenti relativi all’ufficializzazione dell’incarico.
    La verifica ha inizio con la presa visione della documentazione tecnica relativa agli impianti da verificare che deve essere resa disponibile dall’utente, al fine di conoscere le caratteristiche dell’impianto (dispositivi di protezione dai contatti diretti e/o indiretti, valori delle correnti di cc, etc.), le caratteristiche degli ambienti ed organizzare le fasi successive.
    Si procede con un esame a vista dei luoghi e degli impianti ai fini di apprezzarne la corrispondenza alla documentazione tecnica nonché per verificare lo stato di manutenzione degli impianti (integrità degli involucri, correttezza di installazione dei materiali,etc.). L’esame a vista viene eseguito con le modalità indicate nelle relative norme e guide CEI, con particolare attenzione alle caratteristiche degli impianti installati in luoghi particolari.
    La fase successiva comprende le verifiche strumentali; alcune di queste sono (con riferimento alla guida CEI-ISPESL 6414):
    • Misura della resistenza di terra con il metodo dell’anello di guasto o con il metodo voltamperometrico.
    • Misura dell’impedenza dell’anello di guasto.
    • Prove di continuità dei conduttori di terra, di protezione ed equipotenziali.
    • Prove strumentali sui dispositivi di protezione differenziali.
    • Prova di misura della corrente di primo guasto.
    • Prova di misura dell’impedenza dei conduttori di protezione e della resistenza dei collegamenti equipotenziali.
    • Misura delle tensioni di passo e di contatto se ne sussistono le condizioni di necessità.
    • Etc…

    Si prosegue successivamente con la stesura dell’ apposito verbale di verifica con il relativo rapporto di verifica
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