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Normativa Impianti elettrici
DPR 1497/63 - Normativa ascensori

DECRETO PRESIDENTE REPUBBLICA 29 maggio 1963, n. 1497

Approvazione del regolamento per gli ascensori ed i montacarichi in servizio privato (G.U. 16 novembre 1963, n. 298, suppl. ord.).

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto l'art. 87, comma quinto, della Costituzione;

Vista la legge 24 ottobre 1942, n. 1415, e il decreto legislativo luogotenenziale 1 marzo 1945, n. 82;

Udito il parere del Consiglio di Stato;

Sentito il Consiglio dei Ministri;

Sulla proposta dei Ministri per l'industria ed il commercio e per i lavori pubblici, di concerto con i Ministri per l'interno, per la grazia e giustizia, per le finanze e per il lavoro e la previdenza sociale;

Decreta:


Art. 1

Sono approvate le annesse norme per gli ascensori ed i montacarichi in servizio privato.


Art. 2

Le disposizioni di cui ai Capi I, II, III, IV e V delle annesse norme entrano in vigore un anno dopo la pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta ufficiale.


Art. 3

Gli ascensori ed i montacarichi già installati prima della pubblicazione del presente decreto debbono rispondere soltanto alle prescrizioni contenute nel Capo VI. Gli Uffici di controllo dovranno, però, accertare che essi offrano le necessarie garanzie di agibilità e di sicurezza, stabilendo le prescrizioni necessarie per il loro esercizio.

Gli ascensori ed i montacarichi che saranno installati dopo la pubblicazione del presente decreto e prima dell'entrata in vigore delle disposizioni di cui ai Capi I, II, III, IV e V delle norme annesse al presente decreto sono sottoposti alle disposizioni del regolamento approvato con decreto luogotenenziale 31 agosto 1945, n. 600, ferma in ogni caso l'osservanza delle disposizioni di cui al Capo VI delle predette norme.


Art. 4

Nei casi in cui le annesse norme non siano in tutto od in parte tecnicamente applicabili ad ascensori o montacarichi non azionati elettricamente, quali gli apparecchi idraulici e simili, nonchè ad ascensori o montacarichi aventi caratteristiche costruttive e destinazioni di uso particolare, quali determinati apparecchi installati nei pozzi idrici, negli impianti idroelettrici e simili, debbono essere adottate idonee misure sostitutive di sicurezza approvate, a seguito di istanza documentata, con provvedimento dell'Amministrazione competente, su conforme parere del Consiglio nazionale delle ricerche.


Art. 5

Il Consiglio nazionale delle ricerche dà parere agli organi tecnici chiamati all'applicazione del presente decreto.

REGOLAMENTO PER GLI ASCENSORI ED I MONTACARICHI

IN SERVIZIO PRIVATO

Capo I

DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1

(Campo di applicazione)

Le presenti norme si applicano agli ascensori e montacarichi in servizio privato anche se accessibili al pubblico.

Le presenti norme non si applicano agli ascensori e ai montacarichi per miniere e per navi, a quelli aventi corsa minore di 2 m., agli apparecchi di sollevamento a trazione funicolare scorrenti su guide inclinate, e agli ascensori in servizio pubblico.

Art. 2

(Categorie)

Agli effetti delle presenti norme, gli ascensori ed i montacarichi secondo le loro caratteristiche sono classificati nelle seguenti categorie:

Categoria A - ascensori adibiti al trasporto di persone.

Categoria B - ascensori adibiti al trasporto di cose accompagnate da persone.

Categoria C - montacarichi adibiti al trasporto di cose con cabina accessibile alle persone per le sole operazioni di carico e scarico.

Categoria D - Montacarichi a motore adibiti al trasporto di cose con cabina non accessibile alle persone e di portata non inferiore a Kg. 25.

Categoria E - ascensori e cabine multiple a moto continuo adibiti al trasporto di persone.

Un ascensore di categoria B può essere adibito anche al trasporto di sole persone addette alla azienda utente.

Un montacarichi si definisce con cabina non accessibile alle persone e quindi appartenente alla categoria D, quando il bordo inferiore delle aperture di carico è ad altezza non minore di 0,80 m. dal piano di calpestio, e la cabina ha una altezza libera non maggiore di 1.20 m. oppure è provvista di ripari intermedi fissi, estesi a tutta la sezione della cabina, tali che gli spazi liberi risultanti siano di altezza non maggiore di 1,20 m.

La portata di un montacarichi di categoria D non può essere maggiore di 250 kg.

Art. 3

(Definizioni)

Agli effetti delle presenti norme valgono le seguenti definizioni:

Ammortizzatore - Dispositivo per fermare progressivamente la cabina, o il contrappeso, in discesa.

Argano a frizione - Argano nel quale le funi portanti si avvolgono sulla puleggia di frizione e questa trasmette il movimento alle funi per attrito.

Argano a tamburo - Argano nel quale le funi portanti si avvolgono sul tamburo e sono fissate a questo.

Ascensore - Elevatore adibito al trasporto di persone o di persone e cose.

Ascensore o montacarichi in servizio pubblico - Elevatore adibito a un pubblico servizio di trasporto.

Ascensore per case di abitazione - Ascensore destinato a servire appartamenti adibiti in tutto o in parte ad abitazione.

Cabina - Elemento dell'elevatore destinato a contenere e a trasportare il carico.

Cavo flessibile - Cavo con conduttori flessibili destinato a collegare gli apparecchi elettrici della cabina, o eventualmente del contrappeso, con quelli esterni.

Contatto di sicurezza - Contatto che viene aperto per impedire il movimento della cabina in condizioni di pericolo.

Contatto con distacco obbligato - Contatto che viene aperto per azione di un organo meccanico rigido che allontana un elemento conduttore facente parte del circuito.

Contatto con distacco obbligato non permanente - Contatto mantenuto aperto per azione della gravità, o di molla di compressione, o di entrambe.

Contatto con distacco obbligato permanente - Contatto mantenuto aperto per azione continua di un organo meccanico rigido.

Contatto con ponte asportabile - Contatto che viene aperto per asportazione di un elemento conduttore facente parte del circuito.

Contattore del motore, del freno - Dispositivo elettromagnetico che, in condizione di riposo, mantiene aperto il circuito di alimentazione del motore, del freno.

Corsa - Distanza fra i due piani estremi serviti dall'elevatore.

Elevatore - Ascensore o montacarichi - Impianto di sollevamento fisso, avente cabina mobile fra guide verticali o leggermente inclinate, adibito al trasporto di persone o di cose, fra due o più piani.

Elevatore con catene di appoggio - Elevatore avente cabina sostenuta da catene portanti, con sistema cinematico che permette il movimento unidirezionale delle catene anche quando la cabina è alle estremità della corsa, e in modo che la cabina non possa oltrepassare i piani estremi.

Extracorsa - Distanza che la cabina può percorrere oltre i piani estremi, dopo l'intervento dell'interruttore di extracorsa e prima che la cabina, o il contrappeso, si fermi sugli arresti fissi, o sugli ammortizzatori completamente compressi.

Fossa - Parte del vano di corsa sotto il livello del piano più basso servito dall'elevatore.

Guida - Organo destinato a vincolare il movimento della cabina o del contrappeso.

Intelaiatura della cabina - Incastellatura metallica che sostiene la cabina, alla quale sono fissati gli organi di sospensione, gli organi di guida, il paracadute se applicato.

Limitatore di velocità - Dispositivo che fa agire il paracadute nel caso di eccesso di velocità.

Macchinario - Complesso degli organi per muovere la cabina, composto principalmente del motore di sollevamento e normalmente del freno e dell'argano.

Manovra collettiva o registrata - Sistema di manovra per registrare più comandi o chiamate, che poi vengono eseguiti in successione prestabilita.

Manutentore - Persona o ditta incaricata della manutenzione dell'elevatore.

Montacarichi - Elevatore adibito al trasporto di sole cose.

Paracadute - Dispositivo automatico atto a fermare e sostenere la cabina o eventualmente il contrappeso, nel caso di rottura o di allentamento degli organi di sospensione o nel caso di eccesso di velocità.

Porta automatica - Porta della cabina o del piano che viene aperta e chiusa da un meccanismo ausiliario.

Porta del piano - Porta atta ad impedire l'accesso al vano di corsa quando la cabina non è presente.

Portata - Carico di esercizio per il quale è progettato l'elevatore.

Segnale del senso di movimento - Segnale luminoso applicato agli accessi dei piani, o nella cabina, per indicare il senso di movimento attuale o prossimo della cabina.

Serratura - Dispositivo meccanico per impedire, in condizioni di pericolo, l'apertura della porta del piano, o del portello dell'apertura di carico, o della porta della cabina.

Trasformatore di isolamento - Trasformatore avente avvolgimento primario isolato e separato dagli avvolgimenti secondari.

Uscita di emergenza - Apertura supplementare per uscita dalla cabina nel caso di emergenza.

Vano di corsa - Spazio libero dove si muove la cabina, o il contrappeso.

Velocità di esercizio - Media della velocità di regime della cabina in salita e in discesa, misurata con carico uguale alla portata e con tensione di alimentazione e frequenza nominali.

Vetro di sicurezza - Vetro retinato, vetro stratificato, vetro temperato, o materiale simile che, nel caso di rottura, non produce frammenti taglienti o acuminati pericolosi.

Capo II

NORME COMUNI AGLI ASCENSORI ED AI MONTACARICHI

DI TUTTE LE CATEGORIE

Art. 4

(Vano di corsa)

4.1. Nel vano di corsa non devono essere disposte canne fumarie, condutture o tubazioni che non appartengano all'impianto.

4.2. Le eventuali riseghe perimetrali nelle pareti della fossa devono essere raccordate verso l'alto con smusso non maggiore di 45 rispetto alla verticale.

4.3. Nel vano di corsa comune a più impianti la fossa di ciascun impianto deve essere separata dalle altre con robuste protezioni di materiale incombustibile di altezza non minore di 2 m.

Art. 5

(Strutture portanti del macchinario e delle pulegge di rinvio)

5.1. Le strutture portanti del macchinario e delle pulegge di rinvio devono essere calcolate per sostenere i carichi fissi più 1,5 volte il carico statico massimo trasmesso dalle funi o catene portanti, compreso il loro peso proprio, con coefficiente di sicurezza non minore di 6 per le strutture di acciaio e per quelle di cemento armato.

5.2. Le travi portanti, calcolate con il carico precedente, non devono avere freccia elastica maggiore di 1/1500 della loro lunghezza libera.

Art. 6

(Locali del macchinario e delle pulegge di rinvio)

6.1. Nei locali del macchinario e delle pulegge di rinvio non devono essere disposte canne fumarie, condutture o tubazioni non destinate all'impianto.

6.2. I locali del macchinario e delle pulegge di rinvio devono avere dimensioni sufficienti per permettere l'ispezione e la manutenzione agevole da tutte le parti.

6.3. L'altezza del locale del macchinario, nelle posizioni alle quali si deve accedere per la manutenzione, deve essere non minore di 2 m.

Nei montacarichi di categoria D l'altezza del locale del macchinario può essere minore di 2 m. purché vi sia un piano praticabile fisso esterno dal quale si possa fare la manutenzione agevole di tutte le parti e l'altezza tra il piano praticabile ed il soffitto sia non minore di 2 m. Nel caso che tali montacarichi abbiano portata non maggiore di 50 kg. il piano praticabile e la scala per raggiungerlo possono essere asportabili e l'altezza tra il piano praticabile ed il soffitto deve essere non minore di 1,8 m.

6.4. Dove particolari esigenze lo impongono, per le sole pulegge di rinvio sono tollerate coperture scorrevoli o ribaltabili.

6.5. Nel locale del macchinario deve essere disposto:

a) un interruttore generale a mano, di tipo protetto contro contatti accidentali, per togliere tensione all'impianto, salvo che alla linea di illuminazione. L'interruttore deve essere disposto in posizione ben accessibile.

Se nello stesso locale sono installati i macchinari di più impianti, gli interruttori generali relativi devono essere contraddistinti.

Nei montacarichi di categoria D, aventi portata non maggiore di 50 kg., l'interruttore generale può essere disposto fuori del locale del macchinario, in prossimità di questo.

Negli ascensori di categoria A e B e nei montacarichi di categoria C installati in edifici civili nei quali vi sia personale di custodia, deve essere disposto un interruttore generale, o un comando per l'interruttore generale, in locale facilmente accessibile al personale di custodia. Dove non vi è personale di custodia, l'interruttore generale o il comando per l'interruttore generale deve essere disposto al piano terreno, in posizione facilmente accessibile, in una custodia sotto vetro;

b) un volantino cieco per la manovra a mano dell'argano, quando sia prescritta.

Sull'argano deve essere indicato il senso di rotazione per far salire e far scendere la cabina ed il rapporto di riduzione dell'argano. Negli argani senza riduttore non è ammessa la manova a mano con volantino;

c) un attrezzo ad azione manuale continua per aprire il freno dell'argano;

d) un cartello con le istruzioni per la manovra a mano dell'argano, quando sia prescritta;

e) uno schema elettrico dell'impianto, o uno schema dei circuiti di sicurezza, con le istruzioni per fare le prove di isolamento.

6.6. I locali del macchinario e delle pulegge di rinvio devono essere chiusi a chiave durante il servizio. La chiave deve essere affidata al personale di custodia, o a persona incaricata.

6.7. Sulla porta di accesso dei locali del macchinario e delle pulegge di rinvio deve essere applicato un cartello con l'indicazione: "Ascensore (o Montacarichi) - Vietato l'accesso agli estranei". Un altro cartello deve indicare il nome ed il recapito del manutentore.

Art. 7

(Accessi ai locali del macchinario e delle pulegge di rinvio)

7.1. I locali del macchinario e delle pulegge di rinvio devono avere accesso diretto, agevole e sicuro.

7.2. Le scale verticali e le scale asportabili non sono ammesse, salvo quanto indicato per i montacarichi di categoria D aventi portata non maggiore di 50 kg.

Art. 8

(Illuminazione)

8.1. Il vano di corsa per la cabina, quando è completamente chiuso con pareti opache, deve essere provvisto d'impianto di illuminazione.

8.2. Gli ambienti dove sono disposti gli accessi dei piani, o le aperture di carico, devono essere provvisti d'impianto di illuminazione.

8.3. I locali del macchinario e delle pulegge di rinvio devono essere provvisti d'impianto di illuminazione e di una presa per lampada portatile. L'interruttore deve essere disposto in prossimità dell'accesso, dal lato della battuta della porta.

8.4. I corridoi e le scale di accesso ai locali del macchinario e delle pulegge di rinvio devono essere provvisti di impianto di illuminazione.

Art. 9

(Protezione antincendio)

9.1. Quando il vano di corsa è completamente chiuso le pareti devono essere di materiale incombustibile, e le porte dei piani, o i portelli delle aperture di carico ed i relativi telai di battuta devono aver sufficiente resistenza al fuoco.

9.2. Le aperture per il passaggio delle funi e delle catene nel vano di corsa devono essere le più piccole possibili.

9.3. Le canne fumarie adiacenti al vano di corsa o al locale del macchinario devono essere isolate termicamente da questi.

9.4. Gli impianti, aventi corsa sopra il piano terreno maggiore di 20 m., installati negli edifici civili aventi altezza di gronda maggiore di 24 m., e gli impianti installati negli edifici industriali devono avere ubicazione e protezioni antincendio rispondenti ai regolamenti del locale Comando dei vigili del fuoco o della Direzione generale dei servizi antincendio. In questi impianti il vano di corsa e il locale del macchinario devono essere isolati dagli altri ambienti interni dell'edificio per mezzo di pareti cieche di materiale incombustibile e di porte cieche, e devono avere in alto una apertura od un camino per scaricare, all'aria libera, il fumo che si formasse in essi a causa di un eventuale incendio.

Art. 10

(Impianto elettrico)

10.1. I cavi delle linee elettriche devono rispondere ai criteri della buona tecnica.

10.2. I tubi protettivi delle linee elettriche devono corrispondere ai criteri della buona tecnica.

10.3. I conduttori delle linee di tutti i circuiti devono avere sezione non minore di 1 mm2, salvo i conduttori delle linee dei circuiti dei segnali che devono avere sezione non minore di 0,8 mm2.

10.4. L'isolante dei cavi delle linee deve essere antinvecchiante.

10.5. L'isolamento deve essere non minore del grado 3 per i circuiti con tensione nominale uguale o maggiore di 100 V, del grado 2 per i circuiti con tensione nominale minore di 100 V, del grado 1,5 per i circuiti dei segnali con tensione nominale minore di 25 V.

10.6. Se nello stesso tubo o cavo flessibile sono contenuti cavi di circuiti con tensione differente, tutti i cavi devono avere isolamento adatto per la tensione maggiore.

10.7. I cavi del circuito di manovra devono essere contenuti in tubi protettivi e cavi flessibili separati da quelli degli altri circuiti non collegati allo stesso circuito alimentatore.

10.8. I cavi e gli apparecchi elettrici che per la loro posizione possono essere soggetti a danneggiamento per cause meccaniche devono essere provvisti di protezione adeguata.

10.9. I cavi di tutti i circuiti, salvo i cavi del circuito del segnale di allarme, devono essere protetti con dispositivi appositi contro il riscaldamento eccessivo causato da sovraccorrente.

10.10. I motori di sollevamento devono essere protetti con dispositivi appositi contro il riscaldamento eccessivo causato da sovraccarichi prolungati, da mancanza di fase, o da corti circuiti.

10.11. La resistenza di isolamento in ohm di ogni circuito verso gli altri circuiti, o verso la terra, dove essere non minore di 2.000 volte la tensione nominale del circuito in volt, con un minimo di 250.000 W.

Art. 11

(Impianto di terra)

11.1. Le carcasse dei motori, l'argano, le incastellature dei quadri elettrici, le scatole metalliche degli apparecchi elettrici del locale del macchinario, del vano di corsa e della cabina, le protezioni metalliche del vano di corsa portanti linee od apparecchi elettrici devono essere collegati fra loro e il complesso deve essere collegato a terra.

11.2. Il conduttore della linea di terra dei motori di sollevamento e del quadro elettrico portante apparecchi collegati nel circuito relativo deve avere sezione non minore di quella del conduttore della linea di alimentazione relativa con un minimo di 5 mm 2 se di rame; di 20 mm 2 se di ferro zincato; di 200 mm.2 se sono usate le strutture di ferro dell'impianto.

11.3. Il conduttore della linea di terra degli altri apparecchi elettrici e delle protezioni metalliche del vano di corsa portanti linee od apparecchi elettrici deve avere sezione non minore di quella del conduttore della linea di alimentazione relativa, con un minimo di 2,5 mm2 se di rame e di 20 mm2 se di ferro.

Art. 12

(Tensione di alimentazione)

12.1. La tensione nominale dei circuiti dei motori di sollevamento e degli apparecchi elettrici del locale del macchinario deve essere non maggiore di 380 V, salvo negli impianti installati in edifici industriali nei quali la tensione deve essere non maggiore di 500 V.

12.2. La tensione nominale del circuito di illuminazione del vano di corsa e della cabina deve essere non maggiore di 220 V.

12.3. La tensione nominale degli altri circuiti collegati con gli apparecchi elettrici del vano di corsa e della cabina deve essere non maggiore di 150 V. L'eventuale riduzione a questa tensione deve essere ottenuta per mezzo di un trasformatore di isolamento.

Art. 13

(Installazioni in ambienti speciali)

13.1. I dispositivi meccanici installati in ambiente umido o esposto alle intemperie devono essere costruiti con materiale idoneo, o devono essere provvisti di protezione adeguata.

Le linee e gli apparecchi elettrici devono essere stagni.

13.2. I dispositivi meccanici installati in ambiente corrosivo devono essere costruiti con materiale idoneo, o devono essere provvisti di protezione adeguata. Anche le linee e gli apparecchi elettrici devono essere provvisti di protezione adeguata.

13.3. Le guide della cabina e del contrappeso installate in ambiente dove esiste il pericolo di esplosioni possono essere non metalliche. Le linee e gli apparecchi elettrici devono essere provvisti di idonea protezione antideflagrante.

13.4. L'isolamento dei cavi delle linee installate in ambiente speciale deve essere non minore del grado 3.

Art. 14

(Prove delle lastre di vetro di sicurezza)

14.1. Le lastre di vetro di sicurezza devono essere sottoposte alle prove di tipo seguenti, da farsi su lastre campione una volta tanto.

a) Prova d'urto

La prova deve essere fatta su una lastra di 0,3x0,3 m. appoggiata sui quattro lati, ai bordi, per larghezza di circa 10 mm., su un telaio di legno.

Sul centro della lastra è lasciata cadere liberamente, dall'altezza di 0,5 m., una sfera di acciaio levigato del peso di 0,76 kg. A seguito di tale prova la lastra di vetro retinato, di vetro stratificato, o di materiale simile, non deve produrre frammenti acuminati pericolosi che si distacchino dal supporto; la lastra di vetro temperato non deve rompersi.

La prova deve essere ripetuta lasciando cadere la sfera da altezza maggiore. A seguito di tale prova la lastra di vetro retinato, di vetro stratificato, o di materiale simile, non deve venire perforata dalla sfera per altezza di caduta fino a 1 m.; la lastra di vetro temperato rompendosi deve produrre frammenti minuti, non taglienti.

Le prove devono essere fatte con temperature ambientali fra 15 C e 25 C.

b) Prova di flessione

La prova deve essere fatta su una lastra delle dimensioni massime previste per la applicazione, appoggiata sui due lati più corti, ai bordi, per larghezza di circa 20 mm., su appoggi di legno. Su una striscia mediana larga non più di 50 mm. parallela agli appoggi è applicato un carico distribuito di 100 kg. per metro lineare per la lastra di vetro retinato, di vetro stratificato, o di materiale simile, e di 200 kg. per metro lineare per la lastra di vetro temperato. La lastra non deve rompersi nè fessurarsi.

14.2. Se sono usate lastre di vetro retinato, di vetro stratificato, o di materiale simile con larghezza maggiore di 0,6 m. o lastre di vetro temperato con larghezza maggiore di 1 m., una lastra per ciascuna partita deve essere sottoposta in fabbrica alla prova di flessione.

Art. 15

(Applicazione delle lastre di vetro di sicurezza)

15.1. Le lastre di vetro di sicurezza, salvo le lastre di vetro retinato, devono essere segnate con marchio indelebile.

15.2. Nelle porte dei piani, nella cabina e nelle porte della cabina, le lastre di vetro di sicurezza devono essere intelaiate completamente.

15.3. Nelle protezioni del vano di corsa, le lastre di vetro di sicurezza devono essere intelaiate completamente, salvo le lastre di vetro temperato le quali possono essere fissate su almeno tre lati per mezzo di supporti, di zanche, o simili.

15.4. Nelle porte dei piani, nelle pareti e nelle porte della cabina, costituite prevalentemente da lastre di vetro di sicurezza, devono essere applicate protezioni per impedire la caduta di persone nel vano di corsa nel caso di rottura delle lastre. In ogni caso deve essere applicata almeno una fascia di protezione di materiale resistente, di altezza non minore di 0,15 m. dal piano di calpestio, e una sbarra di protezione ad altezza di circa 0,9 m. dal piano di calpestio.

15.5. Nelle porte dei piani e nelle porte della cabina le cerniere, le maniglie, le serrature e gli altri dispositivi non devono essere applicati alle lastre di vetro di sicurezza.

Art. 16

(Serrature e contatti delle porte)

Le serrature e i contatti delle porte dei piani e della cabina devono rispondere ai criteri della buona tecnica.

Art. 17

(Collaudo)

Le operazioni pertinenti alle prove di collaudo di cui all'art. 6 della legge 24 ottobre 1942, n. 1415, dirette ad accertare se l'impianto risponde alle presenti norme, debbono essere eseguite dalla ditta che ha installato o modificato l'impianto, secondo quanto disposto dall'ingegnere dell'Organo di ispezione.

Art. 18

(Ispezione)

Le operazioni di ispezione periodica e straordinaria, dirette ad accertare se le parti dalle quali dipende la sicurezza di esercizio dell'impianto sono in condizioni di efficienza, e se i dispositivi di sicurezza funzionano regolarmente o sono in condizione di funzionare regolarmente e se è stato ottemperato alle prescrizioni eventualmente impartite in precedenti ispezioni, devono essere eseguite dal manutentore, secondo quanto ordinato dall'ingegnere dell'Organo di ispezione.

Art. 19

(Manutenzione)

19.1. Il manutentore deve avere a sua esclusiva disposizione i dispositivi indicati dall'art. 49 e deve provvedere alle manovre di emergenza.

19.2. Nel caso di emergenza la manovra a mano dell'argano può essere fatta anche dal personale di custodia istruito per questo scopo.

19.3. Il manutentore deve provvedere, periodicamente, secondo le esigenze dell'impianto:

a) a verificare il regolare funzionamento dei dispositivi meccanici ed elettrici e, particolarmente, il regolare funzionamento delle porte dei piani e delle serrature;

b) a verificare lo stato di conservazione delle funi e delle catene;

c) alle operazioni normali di pulizia e di lubrificazione delle parti.

19.4. Il manutentore deve provvedere, almeno una volta ogni sei mesi, negli ascensori di categoria A, B ed E e, almeno una volta all'anno, nei montacarichi di categoria C e D:

a) a verificare l'integrità e l'efficienza del paracadute, del limitatore di velocità e degli altri dispositivi di sicurezza;

b) a verificare minutamente le funi, le catene e i loro attacchi;

c) a verificare l'isolamento dell'impianto elettrico e la efficienza dei collegamenti con la terra;

d) ad annotare i risultati di queste verifiche sul libretto prescritto dalla legge.

19.5. Il manutentore deve pure promuovere tempestivamente la riparazione o la sostituzione delle parti rotte o logorate, o a verificarne l'avvenuta esecuzione.

19.6. Il proprietario deve provvedere prontamente a detta riparazione o sostituzione, mediante personale esperto.

19.7. Nel caso che il manutentore rilevi un pericolo in atto, deve sospendere immediatamente il servizio dell'elevatore, fino a quando l'impianto non sia stato riparato, e deve, altresì, informare il proprietario e l'Organo di ispezione.

Capo III

NORME PER GLI ASCENSORI DI CATEGORIA A E B

E PER I MONTACARICHI DI CATEGORIA C

Art. 20

(Protezioni del vano di corsa)

20.1. La parete o la protezione del vano di corsa sotto le soglie degli accessi dei piani deve essere verticale, liscia, a filo della soglia, per altezza non minore di 0,16 m.

20.2. I passaggi esterni al vano di corsa, nelle posizioni dove la distanza dagli organi mobili dell'impianto è minore di 0,7 m. devono essere segregati con robuste pareti o protezioni di materiale incombustibile.

20.3. Le pareti o le protezioni devono avere altezza non minore di 1,7 m. dal piano di calpestio, o dal ciglio dei gradini, se la distanza dagli organi mobili è maggiore o uguale a 0,3 m.; di 3,5 m. se la distanza dagli organi mobili è minore di 0,3 m.

20.4. Le protezioni possono essere costituite da robusti telai con reti, griglie o traforati metallici aventi aperture che non permettano il passaggio di una sfera del diametro di 25 mm., se la distanza dagli organi mobili è maggiore o uguale a 0,3 m. e di una sfera del diametro di 12 mm., se la distanza dagli organi mobili è minore di 0,3 m. I fili delle reti devono avere sezione non minore di 2,5 mm.2, la lamiera dei traforati deve avere spessore non minore di 1,2 mm.

Le protezioni possono anche essere costituite da lastre di vetro di sicurezza rispondenti alle prescrizioni degli artt. 14 e 15.

Art. 21

(Protezioni davanti agli accessi della cabina)

21.1. Negli ascensori di categoria A e B le pareti o le protezioni del vano di corsa davanti agli accessi della cabina devono essere estese per tutta la corsa e avere larghezza non minore di quella degli accessi.

21.2. La distanza orizzontale tra le pareti o le protezioni e la porta della cabina, in posizione completamente chiusa, deve essere non maggiore di 0,15 m. Se la porta è scorrevole la distanza deve essere misurata tra le pareti o le protezioni e il bordo anteriore della porta.

21.3. Negli ascensori aventi cabina con un solo accesso, provvisto di porta con serratura simile a quella delle porte dei piani, non è richiesta la parete o la protezione davanti all'accesso della cabina oltre l'altezza di 3,5 m. dal piano di calpestio.

Art. 22

(Extracorsa della cabina)

22.1. Sotto il piano servito più basso deve esservi un'extracorsa sufficiente per permettere alla cabina di fermarsi, dopo l'intervento dell'interruttore di extracorsa, o per azione del freno, oppure per azione di ammortizzatori collocati sotto la cabina.

22.2. Sopra il piano servito più alto deve esservi un'extracorsa sufficiente per permettere alla cabina di fermarsi, dopo l'intervento dell'interruttore di extracorsa o per azione del freno, oppure per azione di ammortizzatori collocati sotto il contrappeso.

22.3. Negli impianti con catene di appoggio l'extracorsa non è richiesta.

Art. 23

(Spazi liberi agli estremi del vano di corsa)

23.1. Nella fossa, sotto la cabina, devono essere disposti arresti fissi per assicurare, in qualsiasi condizione, uno spazio libero di altezza non minore di 0,5 m. tra il fondo del vano e la parte pù sporgente della cabina e della sua intelaiatura eccettuate le parti che si trovano in prossimità delle guide e delle pareti della fossa.

23.2. Nella fossa sotto il contrappeso, devono essere disposti arresti fissi per assicurare, in qualsiasi condizione, uno spazio libero di altezza non minore di 0,8 m. tra il tetto della cabina e la parte più sporgente del soffitto del vano, e non minore di 0,3 m. tra le parti più sporgenti disposte sopra la cabina e le parti più sporgenti del soffitto del vano.

23.3. Negli impianti aventi velocità di esercizio maggiore di 0,85 m/s, o dove la cabina o il contrappeso si muovano sopra locali accessibili, in luogo degli arresti fissi devono essere applicati idonei ammortizzatori.

Art. 24

(Accessi e porte dei piani)

24.1. L'altezza libera degli accessi dei piani deve essere non minore di 1,9 m.

Negli ascensori di categoria B e nei montacarichi di categoria C, dove condizioni particolari lo impongano l'altezza degli accessi può essere ridotta fino a 1,8 m., purché l'architrave dell'accesso sia provvista di guarnizione elastica.

24.2. Gli accessi devono essere provvisti di robuste porte estese per tutta l'apertura dell'accesso, apribili verso l'esterno, o scorrevoli lungo la parete del vano di corsa.

24.3. Le porte devono essere costruite e installate in modo da assicurare il funzionamento regolare delle serrature e dei loro contatti.

24.4. Le porte devono essere di metallo, o avere una intelaiatura metallica, o essere di materiale plastico indeformabile, o di legno a struttura composta con spessore non minore di 40 mm.

24.5. La porta deve essere in grado di sostenere una spinta costante di 25 kg., normale alla parete della porta, applicata in qualsiasi posizione e senso, senza presentare deformazione permanente.

24.6. La porta chiusa, sollecitata con la spinta indicata, non deve presentare freccia elastica maggiore di 15 mm.

24.7. La porta a battente, aperta, vincolata su un vertice libero e sollecitata con una spinta costante di 25 kg. sull'altro vertice libero, non deve presentare freccia elastica maggiore di 25 mm.

24.8. Le porte possono essere costituite da robusti telai con reti, griglie o traforati metallici, aventi aperture che non permettano il passaggio di una sfera del diametro di 12 mm. I fili delle reti devono avere sezione non minore di 2,5 mm., la lamiera dei traforati deve avere spessore non minore di 1,2 mm.

Le porte possono anche essere costituite da lastre di vetro di sicurezza rispondenti alle prescrizioni degli artt. 14 e 15.

24.9. Le porte scorrevoli verticali o le rispettive partite, che si chiudono verso il basso, devono essere provviste di una guarnizione elastica che possa cedere per circa 15 mm., applicata sull'intera battuta.

24.10. La distanza orizzontale tra la parete delle porte dei piani e la parete della porta della cabina, in posizione completamente chiusa, deve essere non maggiore di 0,12 m.

Se le porte dei piani e della cabina sono scorrevoli la distanza deve essere misurata tra il bordo anteriore di qualsiasi porta e la parete dell'altra porta.

Se le porte dei piani e della cabina sono scorrevoli ed accoppiate, la distanza deve essere misurata tra i bordi anteriori delle porte.

Sono ammesse rientranze nella parete delle porte, con profondità non maggiore di 30 mm., purchè la superficie complessiva sia non maggiore di 0,1 m 2 per ciascuna partita.

24.11. Ogni piano servito deve avere almeno una porta per uscire dalla cabina senza impiegare chiavi.

Art. 25

(Porte automatiche)

25.1. Nelle porte automatiche non controllate da un manovratore, che in condizioni normali possano esercitare una spinta contro un ostacolo che si opponga alla chiusura, tale spinta deve essere non maggiore di 12 kg. e l'energia cinetica, calcolata con la velocità media di chiusura, deve essere non maggiore di 0,6 kgm.

25.2. Le porte automatiche non controllate da un manovratore devono essere provviste di un dispositivo che interrompa la chiusura e causi la riapertura quando agisce su un ostacolo che si oppone alla loro chiusura. Questo dispositivo non è richiesto quando la sola porta della cabina è automatica e la sua chiusura avviene soltanto dopo chiusa la porta del piano.

25.3. I bordi di battuta delle porte e degli stipiti devono essere arrotondati o smussati, con raggio o smusso non minore di 5 mm. La parete accessibile delle porte scorrevoli deve essere liscia, o avere sporgenze non maggiori di 5 mm. con bordi arrotondati o smussati.

Art. 26

(Serrature delle porte dei piani)

26.1. Le porte dei piani devono essere provviste di serratura meccanica allo scopo di impedirne l'apertura finché la cabina non sia ferma, o non stia fermandosi, entro la distanza di 0,16 m. dal piano.

26.2. Il catenaccio della serratura deve essere mantenuto chiuso per azione della gravità o di molla di compressione o di entrambe.

26.3. La serratura deve essere integrata da un contatto di sicurezza allo scopo di impedire il movimento della cabina se la porta del piano non sia stata prima chiusa e bloccata.

26.4. E' ammesso che la cabina possa muoversi con porta del piano e porta della cabina aperte, per livellare, entro la distanza di 0,16 m. dal piano e con velocità di livellamento non maggiore di 0,3 m/s.

26.5. I contatti di sicurezza devono essere con ponte asportabile, o con distacco obbligato.

26.6. In condizioni normali gli elementi di contatto che, con porte aperte siano accessibili al "dito di prova" non devono essere in tensione, oppure, se in tensione, questa deve essere non maggiore di 25 V con corrente alternata o di 50 V con corrente continua o raddrizzata.

26.7. I contatti di sicurezza con distacco obbligato non permanente, che con porte aperte siano accessibili, non devono poter essere chiusi con oggetti comuni.

26.8. L'azione dei contatti di sicurezza deve impedire il movimento della cabina quando le porte del piano non siano chiuse e bloccate anche se si producono uno o più contatti a terra accidentali. Se i contatti di sicurezza sono bipolari devono interrompere i due rami del circuito di manovra dei contattori del motore di sollevamento e del freno; se i contatti di sicurezza sono unipolari devono interrompere un ramo del circuito di manovra dei contattori del motore di sollevamento e del freno, e l'altro ramo deve essere collegato a terra.

26.9. Le serrature devono essere disposte e protette in modo da impedire manomissioni dall'esterno del vano di corsa.

Art. 27

(Cabina)

27.1. L'altezza libera della cabina deve essere non minore di 2 m. negli ascensori di categoria A e B e non minore di 1,9 m. nei montacarichi di categoria C.

27.2. La cabina deve avere un robusto tetto che possa sostenere il peso di 2 persone nelle posizioni alle quali si deve accedere per la manutenzione.

27.3. Non è richiesto il tetto della cabina negli impianti con corsa non maggiore di 5 m. provvisti di protezioni per impedire la caduta dall'alto di oggetti nella cabina.

27.4. La cabina deve avere robuste pareti estese per tutta la sua altezza salvo che negli accessi.

27.5. Le pareti possono essere costituite da robusti telai con reti, griglie o traforati metallici come quelli richiesti per le porte dei piani.

Negli ascensori di categoria A e B le pareti della cabina possono anche essere costituite da lastre di vetro di sicurezza rispondenti alle prescrizioni degli artt. 14 e 15.

27.6. I diaframmi di vetro disposti sotto il tetto della cabina devono essere costituiti da lastre di vetro di sicurezza rispondenti alle prescrizioni degli artt. 14 e 15, salvo i diffusori per l'illuminazione della cabina aventi superficie in pianta non maggiore di 0,1 m2, che possono essere di vetro comune completamente intelaiato.

27.7. Sotto le soglie della cabina deve essere applicata una protezione verticale, liscia a filo della soglia, per altezza non minore di 0,16 m.

27.8. Negli impianti aventi fermata ausiliaria sopra il livello del piano, la parete verticale sotto le soglie della cabina deve avere altezza non minore della distanza tra il livello della fermata ausiliaria e il livello del piano più 0,16 m., oppure, se sono usate porte dei piani scorrevoli verticali, deve essere applicato un dispositivo che limiti l'apertura delle porte dei piani verso il basso al livello della fermata ausiliaria.

27.9. Sopra il tetto della cabina deve essere applicato un interruttore per impedire il funzionamento dell'impianto durante la manutenzione.

27.10. La distanza orizzontale tra le soglie della cabina e le soglie dei piani non deve essere maggiore di 30 mm., salvo quanto indicato nell'art. 29.

27.11. La distanza orizzontale tra la cabina e le pareti o le protezioni del vano di corsa o tra cabine contigue, deve essere non minore di 50 mm.

27.12. La cabina deve essere sostenuta da una robusta intelaiatura, calcolata per sostenere il carico statico massimo di esercizio, con coefficiente di sicurezza non minore di 6.

Art. 28

(Portata della cabina)

28.1. Negli ascensori di categoria A la portata deve essere non minore di 100 kg nè di

P = 600 A - 400 A + 150

dove: P è la portata minima, kg.;

A è la superficie interna utile in pianta della cabina, senza tener conto di eventuali sedili, m2.

Nelle cabine con porte a battente si calcola P per una superficie nominale di A - 0,15.

Secondo la formula precedente, la superficie interna utile in pianta della cabina deve essere non maggiore di

28.2. Negli ascensori di categoria A montalettighe la portata deve essere non minore di 2/3 del valore limite P precedente.

28.3. Negli ascensori di categoria B e nei montacarichi di categoria C la portata deve essere non minore di 100 kg. nè di

P = 150 A

Art. 29

(Accessi e porte delle cabine)

29.1. Le cabine non devono avere più di due accessi oltre le eventuali uscite di emergenza.

29.2. L'altezza libera degli accessi deve essere non minore di 1,9 m. Negli ascensori di categoria B e nei montacarichi di categoria C, dove condizioni particolari lo impongano, l'altezza degli accessi può essere ridotta fino a 1,8 m. purché l'architrave dell'accesso sia provvisto di guarnizione elastica.

29.3. Negli ascensori di categoria A e B gli accessi della cabina devono essere provvisti di robuste porte, estese per tutta l'apertura dell'accesso, apribili verso l'interno, o scorrevoli, salvo quanto indicato nei commi seguenti.

29.4. Negli ascensori di categoria A aventi velocità di esercizio non maggiore di 0,85 m/s con esclusione degli ascensori per case di abitazione e degli ascensori montalettighe, la porta della cabina non è richiesta purché:

a) la cabina abbia un solo accesso;

b) la parete del vano di corsa e le porte dei piani davanti l'accesso della cabina costituiscano una parete continua, liscia e resistente, come lamiera inossidabile o verniciata e le sporgenze inevitabili non siano maggiori di 5 mm. e siano raccordate verso il basso con smussi non maggiori di 30 rispetto alla verticale. Per la manovra delle porte dei piani sono ammesse nicchie raccordate verso l'alto con smusso non maggiore di 30 rispetto alla verticale;

c) le porte dei piani, sollecitate con la spinta indicata nell'art. 24, abbiano frecce elastiche non maggiori di 1/3 di quelle indicate nell'art. 24;

d) la distanza orizzontale tra la soglia e i fianchi dell'accesso della cabina e la parete del vano di corsa sia non minore di 5 mm. e non maggiore di 15 mm.;

e) la distanza orizzontale tra l'architrave dell'accesso della cabina e la parete del vano di corsa sia non minore di 70 mm. e non maggiore di 100 mm.

29.5. Negli ascensori di categoria B, aventi velocità di esercizio non maggiore di 0,5 m/s, le porte della cabina non sono richieste, anche se la cabina ha due accessi, purché le pareti del vano di corsa e le porte dei piani davanti agli accessi della cabina costituiscano una parete continua, senza sporgenze interne pericolose, con distanza orizzontale dalla soglia e dai fianchi degli accessi della cabina non maggiore di 30 mm. quando le porte dei piani sono a battente o scorrevoli orizzontali, e non maggiore di 50 mm. quando le porte dei piani sono scorrevoli verticali. Per la manovra delle porte dei piani sono ammesse nicchie. Le pareti del vano di corsa davanti agli accessi della cabina possono esser costituite da robusti telai con reti, griglie, o traforati metallici, come quelli richiesti per le porte dei piani.

29.6. Negli ascensori di categoria B, aventi la velocità di esercizio oltre 0,5 m/s e fino a 0,85 m/s, le porte della cabina non sono richieste, anche se la cabina ha due accessi purchè:

a) le porte dei piani chiuse siano a filo della parete del vano di corsa;

b) le pareti del vano di corsa e le porte dei piani davanti agli accessi della cabina costituiscano una parete continua, liscia e resistente, e le sporgenze inevitabili siano non maggiori di 5 mm. e siano raccordate verso il basso con smusso non maggiore di 30 rispetto alla verticale, con distanza orizzontale dalla soglia e dai fianchi degli accessi della cabina non maggiore di 30 mm. quando le porte dei piani sono a battente o scorrevoli orizzontali, e non maggiore di 50 mm. quando le porte dei piani sono scorrevoli verticali. Per la manovra delle porte dei piani sono ammesse nicchie, raccordate verso l'alto con smusso non maggiore di 30 rispetto alla verticale.

29.7. Nei montacarichi di categoria C le porte della cabina non sono richieste.

29.8. Negli ascensori di categoria B e nei montacarichi di categoria C aventi cabina senza porte, usati per trasportare carrelli o altri carichi che possono spostarsi durante il movimento della cabina, devono essere applicati dispositivi per impedire lo spostamento accidentale del carico.

29.9. Le porte della cabina possono essere costituite da robusti telai con reti, griglie o traforati metallici, come quelli richiesti per le porte dei piani.

Negli ascensori di categoria A e B le porte della cabina possono anche essere costituite da lastre di vetro di sicurezza rispondenti alle prescrizioni degli artt. 14 e 15.

29.10. Le porte scorrevoli verticali, o le rispettive partite, che si chiudono verso il basso, devono essere provviste di una guarnizione elastica che possa cedere per circa 15 millimetri, applicata sull'intera battuta.

29.11. Le eventuali uscite di emergenza nelle pareti della cabina devono essere provviste di porta, apribile verso l'interno, con chiave speciale: le eventuali uscite di emergenza nel tetto della cabina devono essere provviste di botola, apribile verso l'alto, dall'esterno.

Art. 30

(Contatti delle porte delle cabine)

30.1. Le porte della cabina, come pure le porte e le botole di emergenza, devono essere provviste di contatti di sicurezza, simili a quelli delle serrature delle porte dei piani, per impedire il movimento della cabina se le porte e le botole non sono chiuse.

30.2. Le porte a battente si considerano chiuse quando la distanza tra il battente e la battuta non è maggiore di 40 mm.

Le porte scorrevoli si considerano chiuse quando la luce libera tra le partite, o tra il bordo anteriore della porta e lo stipite, non è maggiore di 25 mm.

Art. 31

(Illuminazione della cabina)

31.1. Negli ascensori di categoria A e B la cabina deve essere illuminata permanentemente durante il servizio con lampada elettrica di potenza non minore di 10 W.

Nei montacarichi di categoria C la cabina deve potersi illuminare, durante le operazioni di carico e scarico, con lampada elettrica di potenza non minore di 10 W.

31.2. Sopra il tetto e sotto il pavimento della cabina devono essere disposte prese per una lampada portatile.

Art. 32

(Paracadute della cabina)

32.1. Le cabine sostenute con funi o catene portanti devono essere provviste di paracadute idoneo a fermare la cabina in discesa, con carico equivalente alla portata nei casi seguenti:

a) nelle cabine sostenute con due funi o catene, nel caso di allentamento o rottura anche di una sola fune o catena e nel caso di eccesso di velocità;

b) nelle cabine sostenute con tre o più funi o catene, nel caso di rottura di tutte le funi o catene e nel caso di eccesso di velocità. Se, però, le funi o catene sono calcolate con coefficiente di sicurezza non minore di 16, I'azione del paracadute nel caso di rottura delle funi o catene non è richiesta.

32.2. Nel caso di eccesso di velocità, il paracadute deve agire entro i limiti seguenti:

per velocità di esercizio fino a 0,6 m/s, entro 0,85 m/s;

per velocità di esercizio fino a 0,6 m/s, entro 1,5 m/s, per un aumento della velocità non maggiore del 40%;

per velocità di esercizio oltre 1,5 m/s e fino a 2,5 m/s, per un aumento della velocità non maggiore del 33%;

per velocità di esercizio oltre 2,5 m/s, per un aumento della velocità non maggiore del 25%.

32.3. Negli impianti aventi velocità di esercizio maggiore di 0,85 m/s, e negli ascensori di categoria A montalettighe aventi velocità di esercizio maggiore di 0,5 m/s, il paracadute deve fermare la cabina progressivamente.

32.4. Il funzionamento del limitatore di velocità deve potersi verificare durante l'esercizio.

32.5. L'allentamento o la rottura anche di una sola fune o catena portante, o l'azione del paracadute, devono causare la fermata del macchinario.

32.6. Se l'argano non è sufficientemente autofrenante per impedire, con freno aperto e motore non alimentato, l'eccesso di velocità della cabina nella salita oltre i limiti predetti, o se l'argano è mosso da motore a corrente continua, deve essere applicato un dispositivo per impedire l'eccesso di velocità o un interruttore di sicurezza per fermare il macchinario.

32.7. Il paracadute non deve agire in salita.

32.8. Negli impianti con catene di appoggio il paracadute non è richiesto. In questi impianti la velocità di esercizio deve essere non maggiore di 0,85 m/s e l'argano deve essere autofrenante in modo che, con freno aperto e motore non alimentato, l'aumento della velocità sia non maggiore del 40%.

Art. 33

(Paracadute del contrappeso)

33.1. Se il contrappeso si muove sopra un locale accessibile, e non sia possibile disporre sotto il contrappeso un robusto pilastro appoggiato direttamente sul terreno, il contrappeso deve essere provvisto di paracadute idoneo a fermarlo in discesa nel caso di rottura di tutte le funi o catene portanti; oppure, per i contrappesi sostenuti con tre o più funi o catene portanti calcolate con coefficiente di sicurezza non minore di 16, il paracadute deve agire, nel caso di eccesso di velocità, entro i limiti indicati nell'art. 32.

33.2. Negli impianti aventi velocità di esercizio maggiore di 0,85 m/s il paracadute deve fermare il contrappeso progressivamente.

33.3. L'azione del paracadute deve causare la fermata del macchinario.

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